Filters
Close
RSS

Blog

Prevenire le zanzare in 3 mosse

 

L’avvicinarsi delle temperature più calde ci ricorda che le attività all'aperto sono imminenti: pranzi e cene in giardino, tuffi in piscina, giochi con i bimbi al parco. Ma durante la stagione calda, quando sembra essere tutto perfetto, dobbiamo spesso fare i conti con un'antipatica nemica: la zanzara.

Il proliferare di questo insetto è tipico appunto della stagione più calda ed avviene soprattutto laddove vi sono ambienti umidi. Per debellare in maniera efficace questo insetto è bene intraprendere azioni a monte del problema, cercando di eliminare, limitare o trattare le zone dove le larve di zanzara trovano acqua ristagnante per nidificare (tra cui tombini, vasi di fiori e piante, grondaie intasate, piscine, stagni e laghetti).

 

Tre consigli per prevenire le infestazioni da zanzare:

1. Impedire o eliminare quanti più ristagni d’acqua piovana è possibile, in particolar modo quelli dove l’acqua rimane stagnante per 7 o più giorni consecutivi: è proprio questo l’habitat ideale per la nutrizione e la crescita delle larve di zanzara.

2. Evitare gli accumuli di sporcizia (polveri e fogliame) all’interno delle grondaie ed eseguire periodicamente un trattamento larvicida per zanzare all’interno di tombini e pozzetti, avvalendovi sempre del supporto di un esperto del settore.

3. Mantenere curate e trattate le zone verdi, la zona delle piscine, i laghetti ed i piccoli corsi d’acqua, sempre avvalendosi dei consigli di un esperto.

 

Adottando questi semplici consigli, è possibile limitare il problema alla fonte, riducendo l’impiego massiccio di prodotti insetticidi per debellare esemplari adulti di zanzara. Il nostro suggerimento è quello di rivolgersi sempre ad un esperto in disinfestazione, che insieme a te stilerà un piano di prevenzione adeguato, con interventi mirati e semplici. 

 


Nella nostra gamma contro le zanzare:

Il segreto per pulire i vetri
 
 
Stai rimandando le pulizie dei vetri del tuo locale o della tua attività?
 
Con l'avvicinarsi delle belle giornate, è sempre più difficile nascondere quei brutti aloni sui vetri (per non parlare delle striature di sporco e gocce lasciate dalla pioggia)... Insomma è ora di procedere con un efficace pulizia di fondo! Ma qual è la tecnica più efficiente?
 
 
 
Gli infissi prima di tutto!
 
Molto spesso non si dedica agli infissi l'attenzione che meritano tuttavia, se si vuole ottenere un buon risultato, è importante pulirli in maniera adeguata poichè vi si annidano residui di sporco e polvere. In questa fase, occorre sempre prestare attenzione al materiale di cui si compongono (i più comuni sono pvc, alluminio e legno).
 
 
 
La scelta del detergente.
 
La scelta del detergente è importante tanto quanto la tecnica di pulizia. In base al tipo di sporco ed alla superficie che si desidera pulire, si può optare per un prodotto dalle diverse caratteristiche.
 
Ad esempio, per la pulizia di una vetrata interna possiamo optare per un prodotto schiumogeno (es. ITIDET 40), ecologico (es. Verde Eco Vetri) oppure spray (es. Linda vetri & spolvero) da utilizzarsi unitamente all'apposito panno per vetri (es. Panno Domino). Caratteristica imprescindibile per ottenere buoni risultati è la rapidità di evaporazione del prodotto, grazie alla quale è possibile prevenire la spiacevole formazione di aloni.
 
La tecnica giusta da utilizzare con queste tipologie di prodotti e strumenti è quella del "Metodo Standard" che ti illustriamo passo a passo nel primo video del prossimo paragrafo.
 
Per la pulizia di una vetrata esterna invece, suggeriamo l'utilizzo di un prodotto concentrato da diluire in acqua (es. Argonit AS35); in questo caso la tecnica di pulizia suggerita è quella denominata "Metodo a stecca", anch'essa illustrata nel video seguente.
 

La tecnica.

Prima ancora di detergere i vetri, è buona norma spolverare la superfice con un panno asciutto: in questo modo si evita che la polvere si impasti con il detergente. 

 
Dopo aver spolverato i vetri è tempo di iniziare la pulizia: ti proponiamo in questi video le tecniche ideali per la pulizia dei vetri, da scegliersi in base a quanto spiegato nel precedente paragrafo.
 
 
 

 

ERRORI DA EVITARE!

 
È sempre bene fare attenzione ad alcuni errori molto comuni che tutti abbiamo commesso almeno una volta lavando i vetri:

    • pulire i vetri in giornate troppo calde e soleggiate. Il calore eccessivo asciuga l’acqua e il detergente troppo presto senza lasciare il tempo sufficiente di azione. Inoltre i riflessi diretti del sole possono ingannare la vista e non farti notare gli aloni rimasti. - Se proprio non hai alternative, contattaci e ti spiegheremo il metodo migliore per una pulizia dei vetri in condizioni non particolarmente favorevoli.-

    • utilizzare spugne ruvide o abrasive, potrebbero rovinare il vetro in modo irreparabile.

    • spruzzare il prodotto direttamente sulla superficie. In questo modo si rischierebbe di eccedere con il prodotto, causando aloni.

 

 

Adesso che conosci tutti i segreti... Buon lavoro!

 

 

Dispositivi di protezione individuale: informazioni per un utilizzo consapevole.

 

Dal momento che nel 2017 gli infortuni sul lavoro denunciati superano i 640.000 casi è bene che sia i datori di lavoro che i lavoratori comprendano appieno l’importanza di possedere ed utilizzare i Dispostivi di Protezione Individuale. Proteggersi sul lavoro, infatti, è sinonimo di consapevolezza dei molteplici rischi presenti nonché segno di responsabilità.

 

COSA SONO I DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE?

Meglio conosciuti come DPI, i Dispositivi di Protezione Individuale sono strumenti che il lavoratore deve utilizzare o indossare al fine di prevenire i rischi di infortunio.

L'art.74 del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro definisce Dispositivi di Protezione Individuale:

"Qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo".

Nello specifico, un buon DPI deve:

  • essere adeguato al rischio che occorre prevenire (senza mai costituire un rischio maggiore);
  • essere adeguato alle condizioni esistenti sul luogo lavorativo;
  • tenere conto delle esigenze di comfort e di salute dell’utilizzatore;
  • essere compatibile con altri DPI in uso, qualora occorresse un utilizzo contemporaneo di più dispositivi; 
  • essere semplice sia da indossare, sia da togliere in caso insorgesse un’emergenza.

 

CLASSIFICAZIONE DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE:

Prima di scegliere i DPI, occorre conoscere perfettamente la situazione inerente al luogo di lavoro nonché altri aspetti specifici quali, ad esempio, le caratteristiche dei prodotti che si vanno ad utilizzare. In ambito di igiene, occorre per esempio consultare sempre preventivamente la Scheda di sicurezza dei prodotti chimici che si intende utilizzare.

I DPI sono classificati in tre categorie distinte che rappresentano il grado di rischio connesso alla propria attività. Nello specifico:

  • DPI di prima categoria: dispositivi pensati per proteggere i lavoratori che svolgono attività dal rischio minimo, che potrebbero quindi procurare danni di entità lieve. Le attrezzature assegnate a questa categoria devono essere autocertificate dal produttore. 
  • DPI di seconda categoria: fanno parte di questa categoria i DPI che non rientrano nelle altre due categorie e che sono legati ad attività con rischio significativo (il D.Lgs. 475/92 non fornisce una specifica definizione per questa categoria). È richiesto un attestato di certificazione da parte di un organismo di controllo autorizzato. 
  • DPI di terza categoria: sono dispositivi che proteggono il lavoratore da danni gravi o permanenti per la sua salute, o dal rischio di morte. Sono infatti noti anche come dispositivi salvavita. Rientrano in questa categoria i dispositivi per la protezione delle vie respiratorie (FFPP 1, 2 o 3) e quelli anticaduta. Secondo le norme vigenti in ambito salute e sicurezza sul lavoro, vista la loro importanza, è previsto un addestramento specifico obbligatorio per poterli utilizzare in modo corretto.

 

 

QUALI SONO GLI OBBLIGHI? 

È  compito del datore di lavoro occuparsi di:

  •  Analizzare e stabilire quali sono i rischi che non possono essere evitati e la loro entità;
  •  Individuare le caratteristiche dei DPI, necessarie ad assicurare la sicurezza dei lavoratori;
  •  Valutare i dispositivi disponibili sul mercato;
  •  Aggiornare la scelta dei DPI, contestualmente a significative variazioni del rischio. 

In caso di utilizzo dispositivi di protezione individuale di terza categoria, il datore di lavoro deve provvedere all’idonea formazione dei dipendenti riguardo l’uso adeguato dei DPI e farne rispettare l’utilizzo.

 

Anche il lavoratore è chiamato a fare la sua parte. Quest’ultimo infatti deve necessariamente partecipare al programma di formazione e addestramento organizzato dal datore di lavoro, ove previsto, ed inoltre deve: 

  •  Utilizzare/indossare sempre i DPI, seguendo le indicazione della formazione ricevuta;
  •  Tener cura dei propri DPI senza mai manometterli;
  •  Segnalare eventuali difetti o usure presenti sui DPI forniti;

 

Grazie ad una adeguata formazione ed alla consapevolezza dell’importanza della sicurezza sul lavoro, dal 2013 al 2017 i casi denunciati di infortunio sul lavoro sono diminuiti complessivamente del 7% (-11% invece per i casi mortali).

 

 

 

La Rana di Pieri Group ti invita a proteggere ed a proteggerti!

Per maggiori informazioni inerenti alla sicurezza della tua azienda, contattaci a: info@pieri-group.it

 

(Fonte: Banca Dati Statistica https://internetws.inail.it/BDSbi/saw.dll?Dashboard&NQUser=PUBLIC2&PortalPath=/shared/BDS%202.0%20-%20Prestazioni/_portal/IL_DN_TT_AG_GES_TEM&Page=IL_DN_TT_AG_GES_TEM)
Come una lavasciuga migliora il tuo lavoro

Lavare e asciugare in un passaggio con una sola macchina? Si può!

 

 

La pulizia dei tuoi pavimenti è molto importante, non solo per l’immagine della tua attività, ma anche per i tuoi collaboratori, i tuoi clienti e i tuoi ospiti. Per pulire in modo efficiente ampie superfici ottimizzando tempi e costi, non bastano più scopa e spazzolone: ti serve una lavasciuga!

Sono molteplici le ragioni per cui le attività professionali quali hotel, ristoranti, negozi, imprese di pulizia etc. acquistano o noleggiano una macchina lavasciuga professionale per i pavimenti.

Grazie al supporto di questo strumento professionale infatti si ottengono i migliori risultati di pulizia con il minor sforzo fisico ed il minor tempo.

 

- LAVA

È possibile lavare solo con acqua ed utilizzare il detergente in caso di sporco più ostinato, riducendo così i costi, i tempi e l’impatto ambientale.

 

- ASCIUGA

Dopo il passaggio della macchina, il pavimento risulta immediatamente asciutto e sicuro, pertanto non occorre interrompere le normali attività.

 


Una macchina lavasciuga è estremamente versatile e facilmente pilotabile, l’operatore deve solo guidarla senza spingerla, evitando così di affaticarsi. In base alle necessità di pulizia, è possibile scegliere fra:
  

 

 

- uomo a terra da condurre a mano;

  

- uomo a bordo che dispone di un posto a sedere con volante;

 

 

Queste macchine tendono a ridurre considerevolmente i costi delle pulizie, grazie ad un utilizzo ottimizzato di acqua e detergenti. Il risparmio così non è solo economico, ma anche in termini di rispetto dell’ambiente e di tempo: con una sola passata, in maniera efficiente, si può pulire a fondo in tempi contenuti.

La facilità di utilizzo, la manovrabilità e l’autonomia permettono all’operatore di intervenire in qualsiasi momento e di riuscire a gestire anche situazioni di sporco improvvise e straordinarie. Prima ancora che la superficie bagnata possa essere calpestata dall’operatore, un sistema di raccolta del bagnato asciuga il pavimento senza così dover attendere che il pavimento sia asciutto.

 

Vorresti avere pavimenti puliti in modo efficiente, economico e rapido? Clicca qui

Conoscere e prevenire le blatte

 

La gestione di un ristorante o di un albergo, è un attività sempre più sottoposta a rischi che è bene conoscere e mai sottovalutare; tra questi, oggi analizziamo la possibile minaccia di infestazione da blatte e scarafaggi: un problema sempre più frequente e spesso imputabile ad una scarsa consapevolezza.

Le infestazioni, da qualsiasi insetto o animale, oltre a costituire una pessima pubblicità per la propria attività sono un gravissimo pericolo per la salute dei tuoi ospiti e dei tuoi collaboratori a causa della loro trasmissione di organismi patogeni;

 

COSA SONO LE BLATTE?

Le blatte sono insetti dal colore scuro, più comunemente conosciute come scarafaggi, che colonizzano svariati ambienti, prediligendo però luoghi con presenza di materiale organico, umidità, calore e poca luce.

La blatta è uno degli insetti più sporchi che possano infestare gli ambienti: si riproducono, si spostano e vivono in nascondigli molto poco salubri e sono attratte dai luoghi dove la proliferazione di batteri è parecchio alta (cucine e bagni in primis).

Quando ci si accorge di avere una blatta nel proprio locale, è fondamentale non sottovalutare l’episodio: questi insetti sono gregari, ovvero non si muovono in solitario ed inoltre sono molto attivi di notte, lontano dalla nostra vista. In moltissimi casi quando si avvista la prima blatta l’infestazione è già esplosa ed ha già raggiunto livelli allarmanti; per questa ragione è bene non considerarla una pura casualità.

Purtroppo, oltre ad avere un aspetto disgustoso, le blatte sono un potentissimo trasmettitore di microrganismi patogeni costituendo pertanto un reale problema igienico-sanitario.

La moltiplicazione delle blatte è rapida, essendo alto il loro tasso di riproduzione: ogni blatta deposita in media 20 uova alla volta, arrivando fino a 300 in un mese, il che è sufficiente a capire con quale velocità possa venir colonizzato un’ambiente.

 

UN DANNO DI IMMAGINE CHE COSTA CARO

Ti sei mai chiesto come si sente un cliente che vede una blatta camminare nella sala del tuo locale o, ancor peggio, nel proprio piatto? La risposta è <inorridito e disgustato>, con un conseguente danno di immagine non indifferente. I fattori che influenzano una giudizio negativo non riguardano solo il cibo: ti sei mai imbattuto in recensioni come queste?  

  

E’ fondamentale prendere coscienza che le blatte nascoste in cucina non sono un segreto da custodire attentamente: solo perché il cliente non entra in quell’ambiente, non significa che non se ne accorgerà mai!

Ci crederesti se ti dicessimo che queste pesanti recensioni sono la “punizione migliore” che ti possa capitare? Se non contenuta nei modi e tempi giusti, oltre ad un’immediata visita di controllo da parte dell’ASL, l’infestazione può portare a gravose sanzioni e chiusura immediata dell’attività.

Insomma, se le blatte per chiunque possono essere considerate “solo” un problema, per un ristoratore sono un vero e proprio dramma!

 

COME PREVENIRE E CONTROLLARE LE INFESTAZIONI IN 3 MOSSE

L’esperienza sul campo ci ha insegnato che riconquistare la fiducia e ricostruire una buona reputazione costa molto di più di una buona prevenzione. Vediamo come difendersi in 3 mosse dalle blatte:

 

DIFESA TRAMITE L’IGIENE

Un prerequisito essenziale è una buona igiene dell’ambiente che, sebbene non renda immuni da possibili infestazioni, rende il luogo assolutamente sfavorevole all’arrivo ed alla proliferazione delle blatte; è importante effettuare un’igienizzazione accurata volta a rimuovere il materiale organico accumulato durante i servizi su pavimenti, cucine, elettrodomestici etc. Non si pensi ad una cucina particolarmente sporca: per le blatte è sufficiente anche qualche briciola per un buon sostentamento.

Accertarsi di chiudere bene la spazzatura in appositi recipienti dotati di coperchi e gettarla il più spesso possibile senza mai dimenticarla da un giorno all’altro;

Controllare la presenza di eventuali fessure o crepe, su muri o pavimenti, e provvedere sempre alla loro risanazione poiché ne favoriscono il passaggio, diventando un ambito rifugio;

 

POSIZIONAMENTO DI ESCHE

Il monitoraggio degli infestanti è un obbligo di legge previsto dal piano HACCP per tutte le imprese che manipolano, preparano e/o somministrano alimenti.

Esistono in commercio vari tipi di trappole dotate di attrattivo alimentare per il monitoraggio degli insetti striscianti e non solo. L’aiuto di un professionista è essenziale per stilare una mappa che ti garantisce di collocare correttamente i box trappola, sfruttando tutte le posizioni strategiche disponibili. Queste stazioni di monitoraggio, affinché siano un efficace strumento di prevenzione, vanno controllate almeno una volta alla settimana, secondo un preciso piano di autocontrollo, e sostituite periodicamente. L’esito di ogni verifica dovrà essere poi riportato su un apposito modulo del piano HACCP. Nel prossimo step vediamo come muoversi in caso di esito positivo.

 

DISINFESTAZIONE

Ogni infestazione andrebbe valutata caso per caso e per questa ragione l’aiuto di un professionista è indispensabile: ogni insetto, in base alla specie di appartenenza, ha comportamenti biologici differenti e necessita di interventi distinti per debellarli. Per un’azione efficace inoltre, occorre utilizzare prodotti specifici e professionali: gli interventi “fai da te” si rivelano quasi sempre una perdita di tempo. Per poter sconfiggere il problema, non è sufficiente rimuovere le stesse blatte, ma occorre intervenire alla radice debellando anche le piccolissime uova da loro depositate, cosicché non possano schiudersi né dar vita a delle vere e proprie comunità di scarafaggi.

 

La gestione dei costi nel mondo della ristorazione

Se possiedi o gestisci un ristorante, sai bene quanto tempo ed energie occorre dedicare alla tua attività. Negli ultimi anni vi è stato un boom di aperture di nuovi ristoranti e fast food ma come vedremo le attività che riescono ad andare avanti con successo sono, in proporzione, davvero poche.

Ti stai chiedendo come mai succede questo? Molti italiani sono erroneamente convinti che qualsiasi ristorante, in quanto tale, attiri per forza i clienti. L'inconsapevolezza di quanto difficile sia gestire un ristorante è tra gli errori più grandi (e più comuni) che possa fare un ristoratore: serve ben di più di una cucina, le materie prime necessarie ed un po' di personale per avere successo nella ristorazione.

Le caratteristiche essenziali per avere successo in questo campo sono ben chiare: passione, creatività, e spiccate capacità manageriali e amministrative.

L’improvvisazione e la superficialità non pagano ma, anzi, quasi sempre portano addirittura a fare pesanti debiti.

Come fornitori (con esperienza quarantennale nella ristorazione) sappiamo che la categoria tende (ma per fortuna non tutti!) a non calcolare i costi della propria attività, il che è del tutto inaccettabile. La gestione dei costi è importante sempre, in qualsiasi attività, per la salubrità del proprio business.

Oggi ti offriamo la possibilità di prendere in esame la gestione della tua attività attraverso alcune linee guida che ti indicheranno quali sono i costi da calcolare, come farlo e quali sono gli elementi da monitorare per provare a ridurre i costi e incrementare il fatturato del ristorante.

In particolare, nella nostra guida, troverai un approfondimento su: 

  • costi fissi
  • costi variabili
  • break even point

 

Buona lettura ;)

 

Biodegradabile e compostabile: qual'è la differenza?

Nel corso degli ultimi mesi, soprattutto per via dei nuovi regolamenti sulle shopper, sentiamo sempre più spesso parlare di compostabile e biodegradabile facendo però spesso confusione. In questo blog proviamo a fare un po’ di chiarezza: per quanto possano sembrarci uguali, questi due termini sono sostanzialmente diversi.

 

Biodegradabile e compostabile: è il tempo a far la differenza

Quando si parla di biodegradabile si fa riferimento ad un materiale che, come indicato dalle normative della comunità europea, si deve decomporre del 90% entro 6 mesi. Possiamo perciò affermare che non tutto ciò che è biodegradabile è automaticamente compostabile. Si definiscono biodegradabili tutti quei materiali che possono essere decomposti dai batteri, dagli agenti fisici, dalla luce del sole, dai composti chimici, dal metano e, addirittura, dall’anidride carbonica.

E per quanto riguarda i materiali compostabili? Si definisce compostabile (trasformabile in un concime naturale detto compost) tutto quello che, oltre ad avere tutte le caratteristiche di biodegradabilità, ha un processo di decomposizione che dura al massimo 3 mesi.

Sacchetto in mater-bi.

 

Quanto è importante conoscere le differenze tra biodegradabile e compostabile?

E’ essenziale. Al lavoro come a casa, quando ci ritroviamo alle prese con la raccolta differenziata (in questo caso con l’umido) è estremamente importante fare attenzione al sacchetto che si utilizza: le buste biodegradabili, non essendo compostabili, non devono mai essere smaltite con l’organico. Per la raccolta dell’umido occorre utilizzare sempre e solo sacchetti di bioplastica o sacchetti di carta.

Ti stai chiedendo dove smaltire le buste biodegradabili? Le puoi gettare nel bidone della plastica o, a seconda del comune, potresti doverle gettare direttamente nel cassonetto dell’indifferenziata.

 

Sfoglia questo breve ed interessante articolo di Novamont sulla filiera del compostaggio: 

Il codice colore nella pulizia professionale

Nell’ambito della pulizia professionale, per sistema Codice Colore si intende la diversificazione dei detergenti e delle attrezzature utilizzate durante le attività di pulizia. Questo metodo, conforme al Dec. Lgs n. 81/08, è diventato ormai parte integrante del sistema HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points).

Obbiettivo cardine del sistema CODICE COLORE è assicurare la massima igiene e sicurezza nelle varie aree: con questo sistema si va ad identificare in maniera precisa quali prodotti e quali panni impiegare per la corretta igiene degli ambienti nelle operazioni di pulizia e disinfezione.

Specialmente in ambito alimentare, con questo sistema si mira alla salvaguardia dei prodotti da contaminazioni esterne, siano esse dovute a fattori patogeni o a incidenti durante la lavorazione.

 

Come utilizzare i colori?

 

Blu: pulizia e spolvero generale di superfici, mobili, uffici (Impieghi generali)

Verde: Pulizia delle superfici in ambito alimentare ed ospedaliero (igiene e disinfezione)

Giallo: pulizia dei sanitari, bagno, lavabo, piastrelle (media carica batterica, attenzione)

Rosso: toilette ed orinatoi (elevata carica batterica, pericolo)

 

Di seguito un esempio illustrativo:

 

 

Perché utilizzare il CODICE COLORE

Impiegando il sistema CODICE COLORE si garantiscono molteplici vantaggi:

Prevenzione di una contaminazione incrociata

La distinzione dei diversi colori rende facile la collocazione delle attrezzature e dei detergenti nelle rispettive aree. In questo modo, la separazione degli strumenti sarà automatica e andrà a ridurre la contaminazione batterica tra zone di alto carico a zone con una bassa carica batterica.

 

1. Aumento della sicurezza sul lavoro

La codifica a colori delle attrezzature di pulizia riduce il rischio di incidenti derivanti da un uso improprio di strumenti o prodotti chimici nella zona sbagliata. Questo sistema è altamente apprezzato anche dagli ispettori sanitari.

 

2. Corretto impiego dei prodotti chimici

Con il sistema “codice colore” vengono separati i prodotti chimici potenzialmente pericolosi negli ambienti di utilizzo riducendo il trasferimento di sostanze nocive.

 

3. Miglioramento della formazione e della comunicazione

La tabella colori evita gli errori di utilizzo e diventa un sistema pratico ed intuitivo per il corretto uso dei prodotti da utilizzare nei vari ambienti.

 

4. Aumento del rendimento

La tabella dei codici colori accresce la professionalità dei dipendenti poiché aumenta la loro efficienza e rende più semplice la pianificazione del processo di pulizia.

 

Come utilizzare il CODICE COLORE

Per quanto scontato, l'utilizzo del sistema CODICE COLORE è più efficace quanto più si rispettano questi 4 punti:

Comunicazione: nulla è più necessario di formare il proprio personale sul corretto impiego del sistema CODICE COLORE, affinché esso possa comprenderlo senza alcuna incertezza ed in maniera autonoma.

Coerenza: l'associazione colore-area deve essere fatto valutando un logico collegamento tra colore e area. Per esempio il rosso è facilmente riconducibile a qualcosa di potenzialmente pericoloso e carico di batteri.

Semplicità: troppi colori potrebbero creare confusione, va limitato il numero di colori utilizzati a quelli realmente necessari per evitare reali e spiacevoli rischi di contaminazione.

Organizzazione: tutte le attrezzature devono essere organizzate in appositi spazi, suddivise per colore e facilmente individuabili. 

 

Questo e tanti altri argomenti utili per la tua attività vengono trattati durante i nostri corsi di formazione gratuiti per i nostri clienti: segui le nostre News e la nostra pagina facebook e rimani aggiornato sulle prossime date in programma!

Il tuo personale addetto alle pulizie è un gruppo numeroso e ti piacerebbe formarlo ad HOC? Contattaci, insieme al nostro Docente organizziamo corsi per la tua attività!

 

 

Qual'è il verso giusto della carta igienica?

Ti sei mai chiesto in quale verso sia corretto srotolare la carta igienica? Verso il basso o verso l’alto?

La risposta corretta ci arriva da un brevetto del 1891 che rivela il metodo corretto di utilizzare il rotolo.

 

 

Questo dubbio deve aver attraversato la mente di tutti almeno una volta nella vita, tant'è che nel mondo le persone si dividono in due correnti di pensiero distinte: coloro che preferiscono srotolare la carta igienica dal basso verso l'alto e quelli che lo fanno dal verso opposto.

Ma perchè preferire un metodo piuttosto che l'altro?

La questione vede nascere tanti dibattiti ma pare che chi preferisce lo srotolamento verso sopra ritenga che l'estremità libera della carta igienica sia più facile da individuare; chi preferisce srotolarla da sotto sostiene invece che con questa tecnica si evitino inutili sprechi ed eccessi di carta igienica.

 

 

 

La risposta ufficiale però ci arriva direttamente dall'inventore del rotolo di carta igienica: va messo verso sopra! Il brevetto originale del 1891 di Seth Wheeler, designer del rotolo di carta igienica, spiega infatti in maniera ben definita che l'estremità della carta igienica deve stare verso l'esterno. Nella sua illustrazione originale infatti, il rotolo viene disegnato con il verso di srotolamento verso sopra. Il designer newyorkese, è anche l'inventore della suddivisione a quadratini perfetti del rotolo di carta igienica per facilitare lo strappo.

 

 

 

Detergenza professionale a basso impatto ambientale

A distanza di pochi giorni dalla dichiarazione ufficiale che la Grande Barriera Corallina Australiana è praticamente morta, l’attenzione dei media si sposta necessariamente sulle tematiche ambientali. Negli ultimi anni, come è giusto che sia, si parla sempre più di ambiente ed inquinamento come un argomento di primaria importanza ed urgenza che riguarda tutti noi, nonché il nostro futuro.

Limitare l'inquinamento è possibile? La risposta è sì! Moltissimi piccoli gesti quotidiani possono influenzare notevolmente le condizioni dell'ambiente che ci circonda.

Dopo l'introduzione di shopper ecologiche obbligatorie nei negozi, perchè non approcciare ad un modo più ecologico di fare le pulizie quotidiane? Questo è uno di quegli ambiti in cui, adottando una modalità più “green”, si può fare davvero la differenza e rispettare così il pianeta e le sue acque.

 

Ma quanto costa?

I detersivi ecologici e biologici esistono già da diverso tempo e, ormai, non sono certo una novità. Se pensi che pulire in maniera ecologica sia difficile e dispendioso ti sbagli: in moltissimi casi infatti si rivela addirittura più economico e sorprendentemente efficace.

Inoltre, ti sei mai chiesto quanto ci costi vivere in un pianeta inquinato ed ammalato?

 

Quali sono le sostanze chimiche più diffuse nei comuni detergenti?

Sin da piccoli ci hanno insegnato che bere accidentalmente il detersivo per il bucato o lavarsi con il detergente per i piatti non è di certo qualcosa di auspicabile! Ma allora perché costringiamo le falde acquifere a farlo?

La presenza di sostanze chimiche nei detergenti è una delle ragioni dominanti di inquinamento ed è per questo che è necessario imparare bene quali sono le principali sostanze nocive presenti nei detersivi per leggere le etichette in maniera consapevole.

Individuiamo quindi tre categorie di sostanze presenti nei detersivi:

  • I tensioattivi: hanno la funzione di ridurre la tensione superficiale dell’acqua e legarsi allo sporco, rimuovendolo dai tessuti. Sono i “responsabili” della produzione di schiuma. Possono essere di origine petrolchimica, vegetale o mista.
  • Gli additivi: comprendono una vasta gamma di sostanze; tra queste citiamo: coloranti, profumi, addensanti enzimi, ossidanti (proprio questi sono i più pericolosi per la salute dell’uomo e per quella del pianeta).
  • Le sostanze di carica: vengono impiegate per diluire i principi attivi del detersivo. Questa operazione porta a riversare nelle acque una quantità maggiore di sostanze, affaticando i sistemi di depurazione ambientali.

Queste sostanze sono presenti nella maggior parte dei prodotti in commercio. È buona abitudine pertanto prestare attenzione alla lettura degli ingredienti, capirne le caratteristiche e informarsi.

 

Detersivi in “eco-caps” e superconcentrati: un'alternativa facile

Non è molto ma è già abbastanza: scegliere i detersivi in eco-caps o superconcentrati significa non sovraccaricare l'ambiente di rifiuti plastici (i contenitori dei detersivi) che hanno un impatto forte sulla salute del pianeta. Il mercato delle "eco-caps", ovvero dei monodose con una pellicola idrosolubile, si sono non a caso sviluppati tantissimo negli ultimi anni. Con le eco-caps risparmi anche denaro visto che paghi solo il contenuto, non più il contenitore. Questa soluzione è disponibile in diverse tipologie per rispondere alle più svariate esigenze di pulizia: sanitari, pavimenti, arredi, cucine etc.

Un pianeta senza imballaggi inutili e da smaltire è già migliore di per sé. Scegliere questa soluzione non cambierà nulla nel tuo modo di fare le pulizie!

 

Detersivi Ecolabel

Scegliere di acquistare detergenti certificati Ecolabel, significa scegliere prodotti che hanno un ridotto impatto ambientale nell’intero ciclo di vita. La certificazione Ecolabel è un attestato di eccellenza concesso solo a quei prodotti realizzati secondo precisi criteri ecologici pur mantenendo elevatissimi standard prestazionali. Scegliere prodotti a marchio Ecolabel non è la soluzione definitiva per garantire ovunque falde acquifere perfettamente pulite e fiumi e mari perfettamente sani, ma può essere un inizio per migliorare la salute dell’ambiente e cambiare mentalità: se l’efficacia di un detersivo non è data dalla raffinazione del petrolio (con tutto ciò che ne consegue), perché non affidarsi alla natura?